Arte e Intrattenimento

”Zanna Bianca”, una storia di amicizia, speranza e selezione naturale

Zanna Bianca - Photo Credits: web
Zanna Bianca – Photo Credits: web

Zanna Bianca,romanzo dello scrittore americano Jack London, successivo al Richiamo della foresta (1903). Nel nuovo appuntamento della rubrica Letteratura per l’Infanzia, una storia in cui si analizza la natura selvaggia con quella civile, altrettanto crudele.

Zanna Bianca, antitesi fra civiltà e natura

Insieme al Richiamo della Foresta pubblicato circa tre anni prima, Zanna Bianca è uno dei più noti romanzi dell’autore americano. Titolo originale White Fang pubblicato ad episodi sulla rivista Outing. Nonostante l’enorme successo, la critica ebbe un atteggiamento severo e scettico nei confronti dello scrittore, considerato poco sofisticato. Tuttavia, J.London, rimane un eccellente romanziere d’avventura: il filo conduttore delle sue opere resta, infatti, la contrapposizione fra la natura selvaggia e la continua lotta fra civiltà e natura. Il testo si suddivide in quattro parti e, l’ambientazione contestuale, si svolge nelle gelide foreste nordamericane dello Yukon. La prima parte è datata 1893: Henry e Bill sono due cercatori d’oro che, a fatica, tentano di riportare il corpo dell’estinto Lord Alfred, nel mondo civile. Susseguono numerosi momenti drammatici come mancanza di cibo e attacchi continui dal branco di lupi che li insegue.

La valle dello Yukon, dove è ambientato il romanzo - Photo Credits: wikipedia
La valle dello Yukon, dove è ambientato il romanzo – Photo Credits: wikipedia

La lupa Kiche, in particolar modo, si distingue per ferocia. Nel corso della storia Bill e quattro cani trainanti la slitta, sono divorati dai lupi; Henry, invece, sarà salvato da un’altra spedizione che allontanerà il branco. Nella seconda parte del testo si ha un cambiamento della visuale: le avventure sono quella di Kiche e, la prospettiva narrativa, quella dei lupi. Il sopraggiungere della primavera porta il branco a disperdersi: la lupa, resta con tre lupi maschio. Tutti cercano di attirare la sua attenzione ma solo ”Il Guercio” ne uscirà vincitore uccidendo i rivali e, successivamente, accoppiandosi con Kiche dalla quale nasceranno cinque cuccioli. Il sopraggiungere, nuovamente, della carenza di cibo ucciderà i cuccioli eccetto un piccolo lupo grigio.

Il punto di svolta della trama

La terza e la quarta parte del libro sono le più importanti per la trama e il percorso interiore di Zanna Bianca. Il lupo è catturato dall’indiano Castoro Grigio che gli affibbia tale appellativo proprio per il candore dei suoi denti. Lo scopo è addestrarlo come cane da slitta. L’indiano riconosce la madre, Kiche, sfuggita al fratello un anno prima. Il lupo riconosce l’enorme forza degli uomini esercitata da ”oggetti morti” come bastoni o pietre. Così, cerca di starne alla larga. Intanto, subisce le angherie di Lip-Lip il cane capo slitta che lo ritiene solo un lupo selvatico. Solo la madre lo protegge: ben presto, però, è venduta per saldare un debito a Tasso Grigio. Nel tentativo di seguirla è ripreso e bastonato selvaggiamente. Zanna Bianca cresce, così, solitario acuendo doti di forza e resistenza. Mith-Sah, figlio di Castoro Grigio, lo addestra a diventare un perfetto cane da slitta: il protagonista, successivamente, si vendicherà uccidendo Lip-Lip e proclamandosi capobranco.  La trama continua con un l’arrivo di un ulteriore personaggio, Smith il Bello che inganna l’indiano e si appropria del lupo. L’obiettivo è trasformarlo in un cane da combattimento. Nel mezzo di uno scontro con un bulldog feroce, Cherokee, che cerca di soffocarlo, interviene  Weedon Scott: quest’ultimo, salva il cane-lupo.

Zanna Bianca, dalla violenza alla scoperta dell’amore

A questo punto, inizia un sofferto percorso interiore per il protagonista: avendo conosciuto la violenza del mondo degli uomini, definito ”civile”, e quello selvaggio in natura si accosta, in questo punto della narrazione, ai buoni sentimenti. Weedon si guadagna la fiducia di Zanna Bianca: ma, visto il suo imminente ritorno in California, timoroso che un lupo come lui non potesse adattarsi ad una vita urbana, decide di abbandonarlo. Il cane-lupo, però, sfonda un vetro inseguendo il padrone fin sul battello: l’uomo, così, si convince a portarlo con sé. E’ questa la prima parvenza di affetto e legame che si riscontra nel protagonista. In California il cane-lupo diventerà cane da guardia, salverà i suoi padroni da un’irruzione di un fuorilegge in casa e, ripresosi dalle ferite, diventerà padre di sei cuccioli insieme con la compagna Collie.

Darwinismo e selezione naturale

Nella trama sono evidenti concetti chiave che richiamano alla teoria di della selezione naturale e, quindi, al darwinismo in genere. London, infatti, rimarca la base della teoria elaborata da Darwin in cui solo chi si adatta meglio all’ambiente, sopravvive. Il concetto di sopravvivenza del più adatto si conforma in maniera consona nello sviluppo del personaggio di Zanna Bianca. La genealogia del cane-lupo è un perfetto esempio di sistema di selezione naturale: Kiche, Il Guercio e lo stesso protagonista resistono, sopravvivono e si adeguano alle condizioni di natura avversa, imposte sia dal mondo civile, sia dall’ambiente selvaggio.

«La legge era: “Divorare o essere divorati”. Tutti gli esseri viventi vivevano secondo questa legge.»

E’ la legge del più forte e la sopraffazione del più debole, fino alla comparsa della scoperta dei buoni sentimenti rappresentati dall’arrivo di Weedon; la peculiarità del romanzo sta proprio nel punto di vista ribaltato. London dà voce alla prospettiva del protagonista: un lupo che guarda l’evidenza di questa legge fra gli umani e gli altri animali. Un altro tema fondamentale è il fascino esercitato dalla natura incontaminata sullo scrittore; un tema che si lega nello specifico all’ansia che, l’avanzare del progresso di quegli anni in special modo, – nonostante i benefici – andasse ad inficiare il mondo naturale, facendolo, a lungo andare, sopperire.

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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