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27 Gennaio 1945, Giorno della Memoria: il ricordo delle vittime della Shoah

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Il 27 gennaio 1945, come ogni anno, cade il “Giorno della Memoria”. Una giornata commemorativa per ricordare il giorno in cui, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, i cancelli di Auschwitz vengono abbattuti dalla 60esima armata dell’esercito sovietico, liberando i superstiti. Istituita in Italia nel 2000 ed in tutto il mondo nel 2005, serve a mantenere vivo il ricordo dell’orrore del genocidio nazista.

Seconda Guerra Mondiale, dall’invasione ai campi di concentramento

Dopo l’invasione della Polonia da parte della Germania, nel settembre del 1939, ha inizio la Seconda Guerra Mondiale. Inizia così uno dei genocidi più grandi della storia, per numero di persone uccise e per modalità di azione. Cominciò dalla Germania per espandersi poi con le conquiste del Terzo Reich e colpì gli Ebrei di quasi tutta Europa. Furono in una prima fase ‘ghettizzati’, cioè forzosamente concentrati in appositi quartieri delle città, e poi deportati nei campi di concentramento e di sterminio. I più tristemente noti sono stati  Auschwitz, Dachau, Bergen Belsen e Mauthausen, ma furono decine e decine i campi disseminati in Europa. Dopo la selezione iniziale, che “salvava” temporaneamente coloro che erano in grado di lavorare, una parte veniva inviata direttamente alla morte.

Dopo l’invasione dell’Unione Sovietica da parte dei tedeschi, nel Giugno del 1941, quindi, le SS iniziano a mettere in pratica operazioni di eliminazione di massa di intere comunità di ebrei. Un ruolo fondamentale nella cosiddetta “soluzione finale” lo svolse proprio il campo di concentramento di Auschwitz, in Polonia. Faceva parte di un complesso più grande che comprendeva anche il campo di sterminio di Birkenau e il campo di lavoro di Monowitz

27 Gennaio 1945, la Liberazione del lager di Auschwitz

Finalmente però, le truppe sovietiche dell’Armata del “1º Fronte ucraino” del maresciallo Ivan Konev arrivarono per prime presso la città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz). Scoprono il vicino campo di concentramento di Auschwitz e liberando i superstiti. È il 27 gennaio 1945 e vengono abbattuti i cancelli del campo di sterminio di rivelando l’orrore del genocidio nazista. Il complesso di campi di concentramento di Auschwitz non era molto distante da Cracovia, in Polonia, e si trovava nei pressi di quelli che erano all’epoca i confini tra la Germania e la Polonia.

Con l’avvicinarsi dell’Armata Rossa, già intorno alla metà di gennaio, le SS iniziarono ad evacuare il complesso. Circa 60.000 prigionieri marciano prima dell’arrivo dei russi. Di questi prigionieri, si stima che tra 9000 e 15000 sarebbero morti durante il tragitto. In gran parte uccisi dalle SS perché non riuscivano a reggere i ritmi incessanti della marcia. Altri prigionieri, circa 9.000, erano stati lasciati nel complesso di campi di Auschwitz perché malati o esausti. Le SS intendevano eliminarli ma non ebbero il tempo per farlo prima dell’arrivo dei sovietici.

Giorno della Memoria

Dato il significato simbolico della data, il 20 luglio del 2000 in Italia è stata approvata una legge, la numero 211, composta da due semplici articoli. Questa legge istituisce ogni 27 gennaio il “Giorno della Memoria”. Una commemorazione pubblica non soltanto della Shoah, ma anche delle leggi razziali approvate sotto il fascismo, di tutti gli italiani, ebrei e non, che sono stati uccisi, deportati ed imprigionati, e di tutti coloro che si sono opposti alla “soluzione finale” voluta dai nazisti, spesso rischiando la vita.  

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, riunitasi il 1° novembre 2005, ha proclamato ufficialmente, in occasione dei 60 anni dalla liberazione dei campi di concentramento, il 27 Gennaio, Giornata Internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto. In questo l’Italia ha anticipato di 5 anni la risoluzione dell’ONU, insieme a numerosi altri paesi che avevano istituito giornate commemorative nazionali per il 27 gennaio, come la Germania dal 1996) o il Regno Unito dal 2001.

Il Giorno della Memoria non è un omaggio alle vittime, ma un riconoscimento pubblico e collettivo di uno dei fatti più gravi di cui l’Europa è stata capace, e a cui l’Italia ha attivamente collaborato. Ci sono stati numerosi tentativi di genocidio nella storia ma la Shoah resta un caso unico per via dell’estrema razionalità della sua organizzazione.

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre”

Primo Levi in “Se questo è un uomo”.

Ilaria Festa

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