Le canzoni italiane hanno un modo unico di conquistare il mondo attraverso il cinema internazionale. Ascoltare una canzone nostrana in produzioni straniere fa sempre uno strano effetto, accompagnato da una giusta dose di orgoglio e di senso d’appartenenza. Poco importa se è inserita con accostamenti banali o azzardati, se faccia parte di film più o meno affini ai nostri gusti: resta comunque la sensazione di assistere a un piccolo trionfo.

Ecco dieci brani italiani che hanno oltrepassato i confini e sono presenti in colonne sonore di film internazionali.

Sei esempi da riconoscimenti internazionali

Il talento di Mr. Ripley ph credits: today.it

Nel 2019, Parasite è stato il primo film sudcoreano ad aggiudicarsi la Palma d’oro al Festival di Cannes e la nomination agli Oscar riuscendo a vincerne ben quattro, tra cui la statuetta come miglior film. Nella colonna sonora è presente il brano “In ginocchio da te” di Gianni Morandi che accompagna una scena chiave del film. La violenza delle immagini è in forte contrasto con la melodia che risuona. Il regista Bong Joon-Ho ha scelto un brano italiano per omaggiare l’amore del padre verso la musica del nostro Paese.

“Ancora qui” è il brano nato dalla collaborazione tra la cantautrice Elisa e il maestro Ennio Morrone e creato appositamente per la colonna sonora del film di Quentin Tarantino, Django Unchained. La canzone ottenne la candidatura alla preselezione degli Oscar nel 2013 nella categoria di “miglior canzone”.

Il caso Kerenes, film rumeno vincitore dell’Orso di Berlino nel 2013, ha riscosso un grande successo di pubblico e di critica. Il film indaga un’ossessiva relazione madre-figlio e al tempo stesso denuncia l’ipocrisia e la corruzione della borghesia rumena post-Ceausescu. Ad accompagnare la sequenza d’apertura è una canzone a noi familiare: “Meravigliosa creatura” di Gianna Nannini.

Les Amours Imaginaires ha contribuito a definire lo stile innovativo e sperimentale del suo regista, Xavier Dolan. Un ritratto autentico, intenso e compassionevole delle debolezze umane e dell’amore. Ha ottenuto il premio come “miglior film” al Festival del Cinema di Sydney nel 2010. Una cover italiana della canzone americana “My Baby Shot Me Down“, cantata da Dalida è il sottofondo di un momento chiave della storia, in cui il protagonista accetta e rivela la sua identità femminile manifestandola in pubblico. La sequenza è carica di tensione e struggimento, rispecchiando la lotta interiore di Laurence.

Quei bravi ragazzi (Martin Scorsese, 1990) è tratto da una storia vera e racconta la mafia italo-americana a partire dalla metà degli anni ’60. Nel cast stellare spicca l’interpretazione di Joe Pesci che gli valse il premio Oscar come “miglior attore non protagonista”. La colonna sonora, così come la trama, attraversano tre decenni. Le canzoni si incastrano perfettamente con ciò che viene raccontato. Immancabile la quota italiana anche nella musica. In una scena possiamo sentire Mina cantare “Il cielo in una stanza” oltre a “Parlami d’amore Mariù” “Firenze Sogna” entrambe di Giuseppe Di Stefano.

Ancora per la regia di Scorsese, The Wolf of Wall Street ottenne cinque nomination agli Oscar del 2013. Il film racconta la storia vera della vita di eccessi del broker interpretato da DiCaprio, la sua ascesa e conseguente caduta. “Gloria” di Umberto Tozzi accompagna una sequenza tragicomica ambientata su un mega-yacht e il mare in tempesta. L’adrenalina sfrenata del brano sottolinea in maniera ironica e a tratti caricaturale un trionfo destinato a crollare.

Ancora quattro esempi mainstream

Spiderman: Far From Home, in linea con la sua ambientazione a Venezia, omaggia più canzoni italiane nella sua colonna sonora. Sono presenti “Bongo Cha Cha Cha” di Caterina Valente e “Amore e tabacco” di Mina. Ritroviamo anche qui un brano di Tozzi, “Stella stai”. Il brano accompagna il viaggio in aereo verso Venezia e i goffi e fallimentari tentativi di Peter Parker (Tom Holland) di approcciarsi alla compagna MJ (Zendaya).

“L’appuntamento” di Ornella Vanoni è la colonna sonora di una sequenza nostalgica e dolceamara di Ocean’s Twelve. La canzone rafforza l’atmosfera romantica e sospesa, così come il contrasto tra l’ambientazione romana e il gioco di inganni tipico del film. Il riavvicinamento sentimentale tra Brad Pitt (Rusty Ryan) e Catherine Zeta-Jones (Isabel Lahiri) è scandito da un montaggio stilizzato ed elegante, in assenza di dialoghi. Il ritmo lento e malinconico della canzone sottolinea il loro passato condiviso e l’ambiguità del loro rapporto.

Il talento di Mr. Ripley è ambientato nell’Italia di fine anni ’50. Tutto contribuisce ad un’atmosfera idilliaca: mare cristallino, borghi pittoreschi e città storiche suggestive. Memorabile la sequenza notturna nel jazz club napoletano, dove i protagonisti si trasformano da ascoltatori ad interpreti. L’indimenticabile esibizione è quella di Jude Law, Matt Damon e…Fiorello, accompagnati dal Guy Barker International Quartet sulle note di “Tu vuò fà l’americano” di Carosone.

Il successo di Jimmy Fontana degli anni ’60, “Il Mondo” ha contribuito ad imprimere il suo tocco romantico nel film Questione di tempo (2013). Il brano accompagna la sequenza del matrimonio dei protagonisti sotto una pioggia torrenziale. Tutto va storto a livello organizzativo, ma proprio per questo il momento diventa autentico, gioioso e memorabile. La felicità nell’imperfezione e nell’imprevisto, la conferma che non possiamo controllare il tempo, ma possiamo scegliere come viverlo.

Valeria Devardo