Cultura

Giuseppe Mazzini, l’eroe del Risorgimento italiano

Il 22 Giugno 1805, a Genova, nasceva Giuseppe Mazzini, politico, giornalista e filosofo italiano. Teorico dal pensiero rivoluzionario, ispirò numerosi movimenti europei amanti della democrazia. Considerato uno degli esponenti di spicco del Risorgimento italiano, egli nel corso della sua vita latitò fino alla sua morte, avvenuta nel 1872 a Pisa, a causa di condanne a suo carico.

Giuseppe Mazzini, l’eroe del Risorgimento italiano: biografia

“Imparano più i popoli da una sconfitta che non i re dal trionfo”.

Giuseppe Mazzini

Terzogenito di quattro figli, suo padre, Giacomo Mazzini, era un medico e docente universitario di anatomia, e sua madre, Maria Drago, era una giansenista. Completati gli studi presso il liceo classico Cristoforo Colombo, si iscrisse prima alla facoltà di medicina di Genova, e poi, a seguito di uno svenimento durante una autopsia, alla facoltà di giurisprudenza. Si appassionò a Goethe, Shakespeare e Foscolo. Iniziò l’attività lavorativa come avvocato ma, tuttavia, preferiva scrivere presso il giornale “L’indicatore genovese”. 

Su quest’ultimo egli iniziò a pubblicare articoli che recensivano libri patriottici; questo portò alla soppressione del giornale per mano della censura. Il 1827 fu un anno molto importante per lui poiché si laureò in diritto civile e diritto canonico ed entrò nella Carboneria. Tra il Novembre 1830 e il Gennaio 1831 Carlo Felice di Savona ordinò di arrestarlo e portarlo nella fortezza di Priamar a Savona. Durante la detenzione creò il programma del suo futuro movimento politico “Giovine Italia” che ebbe modo di presentare a Marsiglia una volta scarcerato, nel 1831, per mancanza di prove.

Il motto era: “Dio e popolo e unione, forza e libertà”; l’obiettivo: unificare tutti gli stati italiani in un’unica repubblica. Secondo Mazzini, quell’Italia federalista era un’Italia indebolita e soggetta a vittorie da parte degli stati vicini che erano unitari. Sempre nel 1831 egli scrisse una lettera a Carlo Alberto di Savoia firmandosi “un italiano”. Ciò che ottenne fu una condanna a morte dal Consiglio Divisionario di Guerra, revocata nel 1848 con la concessione da parte di Carlo Alberto di una amnistia generale.

Il periodo londinese

Nel 1837 si trasferì a Londra pagandosi da vivere con il mestiere di insegnante di figli di persone italiane. In questo periodo conobbe: Mary Shelley (vedova del poeta Percy Bysshe Shelley), Anne Isabella Milbanke (vedova di Lord Byron), John Stuart Mill (famoso filosofo ed economista), Charles Dickens e visse nello stesso quartiere di Karl Marx. Un poeta decadente di nome Algernon Swinburne gli dedicò un’Ode.

Durante questo periodo creò nuovi movimenti politici che avevano come scopo l’unificazione di altri stati europei, come ad esempio “Giovine Polonia” o “Giovine Germania”, ed infine anche “Giovine Europa” (quest’ultima creata a Berna nel 1834 con lo scopo di fondare gli “Stati Uniti d’Europa”). Durante i fallimentari moti del 1848 Mazzini, Saffi e Armellini erano stati a capo della breve Repubblica Romana. I nazionalisti iniziavano a vedere come guida il primo ministro Camillo Benso conte di Cavour, il quale garantita una alleanza con i francesi, a seguito di guerre, portò alla nascita nel 1861 del nuovo Regno d’Italia. A Londra, dopo la caduta della Repubblica Romana, Mazzini fondò il “Comitato centrale democratico europeo”.

Il 24 Marzo 1866 il popolo elesse Mazzini deputato, ma la Camera annullò l’elezione per le due condanne a morte che gli erano state inflitte precedentemente: una dal tribunale di Genova per i moti del 1857 e una dal tribunale di Parigi per aver partecipato all’attentato di Felice Orsini contro Napoleone III. Due mesi dopo si votò nuovamente, e gli elettori scelsero di nuovo Mazzini. Il 18 Giugno la Camera annullò l’elezione.

Ultimi anni e morte

Il 18 Novembre Mazzini fu eletto per la terza volta; finalmente la Camera convalidò la sua carica, ma egli rifiutò l’incarico poichè non volle giurare fedeltà allo Statuto Albertino, ad una monarchia. Nel 1868 lasciò Londra e si trasferì in Svizzera. Due anni dopo le due condanne a morte gli furono revocate e Mazzini potè finalmente rientrare nella sua amata Italia. Poco dopo, però, sarà costretto nuovamente all’esilio e rientrerà a Pisa, l’ultima tappa della sua vita, sotto falso nome.

Il vero strumento del progresso è riposto nel fattore morale”.

Giuseppe Mazzini

Giusy Celeste

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Giusy Celeste

Giusy Celeste è una intellettuale italiana. Ha due lauree (una italiana e una americana) e due master. Ha pubblicato 11 libri e vinto numerosi premi. Collaborazioni celebri segnalate con: Elisabetta Franchi e Alessandro Quasimodo, figlio del premio Nobel Salvatore Quasimodo. Per ulteriori informazioni questo è il suo sito: https://giusy-celeste-1.jimdosite.com/

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