Migranti in Polonia: arrestati in 100 durante la notte

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Di Redazione Metropolitan

Arrestati nella notte tra mercoledì 17 e giovedì 18 oltre 100 migranti che stavano tentando di attraversare il confine polacco. Bloccate le tratte aeree che avrebbero permesso ai migranti di entrare in Polonia, riprendono i tentativi via terra. Proprio la scorsa settimana altrettanti migranti erano stati respinti con la gas lacrimogeni.

Aggiornamenti sulla situazione dei migranti in Polonia

Già da diverse settimane i rapporti tra Polonia e Bielorussia sono estremamente tesi. Al confine tra i due paesi è infatti in corso una crisi migratoria: la Bielorussia cerca di spingere i migranti nel proprio paese ad entrare nel territorio polacco. L’obiettivo del governo bielorusso è molto chiaro: mettere in difficoltà le autorità polacche ed europee in generale. È da diverso tempo, infatti, che i rapporti tra Bielorussia e Unione Europea sono abbastanza tesi.

La situazione va aggravandosi giorno dopo giorno: chiuse le vie aeree che permettevano a migranti di entrare illegalmente in Polonia, Lettonia e Lituania, i paesi europei si trovano costretti ad intervenire per cercare di pacificare la situazione. La Polonia, sempre stata restia ad accogliere migranti o richiedenti asilo politico, minaccia di coinvolgere la NATO per risolvere il problema. Nonostante questo il numero dei migranti sul confine polacco continua ad aumentare esponenzialmente portando la Polonia a dichiarare lo stato di emergenza.

Pare che mercoledì ci sia stato un passo in avanti da parte della Bielorussia: le forza armate avrebbero allontanato una parte dei migranti dal confine. Circa mille di loro sono infatti stati accolti in un entro logistico coperto non distante. Hanno così ricevuto cibo, bevande e letti caldi in cui dormire. La decisione è stata presa per cercare di diminuire, almeno in parte, le tensioni tra Bielorussia ed Unione Europea. Nonostante questo durante la notte il governo polacco ha arrestato circa 100 migranti che ancora tentavano di entrare nel loro territorio varcando illegalmente il confine.

Cristina Caputo

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