Musica

Nilla Pizzi, primo tassello del mosaico Sanremo

Nilla Pizzi arriva a Sanremo nel 1951 dopo essere passata per la radio. Quella manifestazione canora che oggi condensa business e polemiche, spesso a discapito della musica, era definita allora, agli albori del primo dopoguerra, un momento di pura evasione. La prima edizione si tenne nel Salone delle feste del Casinò Municipale di Sanremo. Il pubblico era seduto intorno ai tavolini del vecchio café chantant e cenava mentre i cantanti si esibivano. Dal 1951 al 1954 veniva trasmesso solo attraverso brevi dirette radiofoniche.

Saper essere presenti e attirare l’attenzione di uno spettatore potenzialmente distratto doveva quindi essere la principale dote del cantante dell’epoca. E Nilla Pizzi che aveva fatto la sua gavetta intrattenendo l’esercito e cantando nelle radio, dove la sua voce calda incontrò l’ostilità del regime, aveva sicuramente stoffa e personalità per vincere con Grazie dei fior.

Nilla Pizzi, prima vincitrice di Sanremo

Presentatore di quella prima edizione fu Nunzio Filogamo, proveniente anch’egli dalla Radio. Gli interpreti erano solo tre: Nilla Pizzi, Duo Fasano e Achille Togliani che si alternavano cantando un totale di venti canzoni. Vera protagonista quindi era la canzone, mentre l’interprete doveva avere la bravura di mettersi al servizio di quei motivi che avrebbero dovuto accompagnare con leggerezza la vita di un paese che sperava in un futuro migliore.

Così nel 1952 Nilla Pizzi portò a casa una triplice vittoria: Vola colomba riferita a Trieste che ritorna all’Italia. Una lieve e nascosta critica sociale con Papaveri e papere , un inno alla speranza con Una donna prega.Nel 1953 sparirono i tavolini della sala e si decise di far accedere gli ospiti solo se muniti di invito. La stampa cominciò ad interessarsi del fenomeno. Nilla Pizzi si classificò seconda con Campanaro, eseguita in coppia con Teddy Reno.

“Mister Volare” anticipa una nuova era

Nel 1955 ci fu la prima svolta della diretta televisiva poiché la Rai si collegò con il Casinò Municipale di Sanremo alle 22:45, in seconda serata, al termine del varietà Un due tre di Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello. Sanremo cominciò così a diventare un fenomeno mediatico che raggiunse l’apice nel 1958 con Domenico Modugno, temibile rivale per Nilla Pizzi. Tuttavia la cantante si classifica al secondo posto con L’Edera e al Terzo con Amare un altro.

Nel blu dipinto di blu anticipò lo spirito dell’Italia che si avviava verso il boom economico degli anni 60 e fu inoltre un punto di rottura anche dal punto di vista musicale: segnò l’inizio di una nuova era per la canzone italiana, influenzata dal rock e dallo swing. Nilla Pizzi partecipò nel 1960 con la canzone Colpevole che cantò in coppia con Tonina Torrielli, ma non ebbe successo. Quell’anno vinse Renato Rascel che cantò Romantica in coppia con Tony Dallara.

Gli “Urlatori”, il boom economico, il suicidio di Tenco

Ma negli anni successivi furono introdotti una serie di cambiamenti. Si presentarono dei giovani cantanti che segnarono un punto di rottura con la canzone del passato, gli “Urlatori”, ossia Adriano Celentano, Mina, Bobby Solo, Little Tony, cantautori come Gino Paoli e Umberto Bindi, gruppi beat. Non sempre raggiunsero il podio, ma cambiarono la storia della musica ed ebbero successo in termini di vendite. In questo contesto una cantante come Nilla Pizzi rappresentava già una tradizione ormai superata.

Nilla Pizzi rimase così lontana dal palcoscenico sanremese che nel frattempo diventava fortemente competitivo, assorbiva le innovazioni sociali, del costume e risentiva anche di momenti di crisi del paese che si avviava alla crisi petrolifera degli anni 70 e agli anni di piombo. Il Festival raggiunse la tragedia con il suicidio di Tenco nel 1967. Nel 1977 la manifestazione canora si spostò al Teatro Ariston.

Nilla Pizzi madrina di Sanremo

Negli anni Ottanta la Rai cercò di far uscire Sanremo dal declino e rese il ruolo del conduttore più brillante e dinamico. Nel 1981 Nilla Pizzi tornò di nuovo a Sanremo, questa volta nella veste di conduttrice accanto a Claudio Cecchetto. Era infatti il trentesimo anniversario della manifestazione sanremese e Nilla Pizzi ebbe il ruolo di madrina.

Ritornò nel 1994 con Una vecchia canzone italiana, capitanando il gruppo Squadra Italia. Erano gli anni in cui Nilla Pizzi frequentava assiduamente i programmi pomeridiani di Paolo Limiti rievocando i successi del passato. Il progetto si ispirò ai Mondiali di Calcio che si sarebbero svolti in quello stesso anno, poichè il gruppo era composto da undici artisti: Giuseppe Cionfoli, Lando Fiorini, Jimmy Fontana, Rosanna Fratello, Wilma Goich, Mario Merola, Gianni Nazzaro, Toni Santagata, Manuela Villa, Wess. Il pezzo, scritto da Stefano Jurgens e Marcello Marrocchi, si classificò penultimo.


Nei primi anni 2000 Sanremo ebbe un calo degli ascolti che terminò nel 2007 poichè trionfarono la qualità artistica e l’impegno con Simone Cristicchi (Ti regalerò una rosa), vincitore nella sezione Big e Fabrizio Moro vincitore nella sezione giovani con Pensa. Nonostante le mode, i gusti musicali in continua evoluzione Nilla Pizzi rimase sempre l’ospite d’onore, colei che “pose la prima pietra”.

Nel 2003 e nel 2010 vinse per ben due volte il premio alla carriera città di Sanremo Carmen Consoli le rese un tributo interpretando Grazie dei fior. Mostrò in brevi interventi canori di avere ancora una voce solida, ben allenata e un carisma oltre il tempo. Un’artista che al di là della presenza più o meno continuativa a Sanremo si dimostra esempio di qualità e di classe.

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