Cinema

Nimby, la satira politica e sociale che non risparmia nessuno

Nimby – Not in My Backyard, Il nuovo film de regista finlandese T. Nikki che porta a galla gli attuali temi socio-politici in una forma comica e caricaturale.

Un film che ci inizia a racconta una storia che si trasformerà sotto i nostri occhi in qualcosa di completamente diverso

Il film Nimby (l’acronimo di not in my backyard, letteralmente: “non nel mio cortile sul retro), diretto da Teemu Nikki e distribuito dalla I Wonder Pictures, è in uscita martedì 14 dicembre.
La commedia parla di Mervi che torna nella città natale in Finlandia, con la fidanzata tedesco-iraniana Kata, per confrontarsi con i genitori e fare coming out. Una volta a destinazione, scopre di non essere la sola a nascondere segreti: con Kata si ritroverà a dover avere a che fare con una comunità di amanti delle gang bang,  pastori bisessuali, attivisti, razzisti, rifugiati, alcolisti e tossicodipendenti. E, come se non bastasse, tutti quanti dovranno vedersela presto con un gruppo di neonazisti che minaccia di dar fuoco alla casa se la donna non si consegna a loro.

La satira tratta temi attuali e delicati in maniera particolare e caricaturale. Il film non risparmia nessuno, ovviamente i più presi di mira sono i gruppi neonazisti, ma non solo, criticata è anche la Chiesa con il suo falso progressismo che dietro nasconde il pregiudizio e la mancanza di confronto dialettico. I genitori di Marvi sono una coppia scambista, impegnati con il reverendo del luogo e la sua consorte, tuttavia nonostante i suoi peccati il reverendo non sembra essere aperto a tutto, sottolineandone l’ipocrisia. Si tratta il razzismo, cittadini manifestano a favore della chiusura dei confini ed il centro di accoglienza per rifugiati è uno dei motivi principali che scatena la rivolta dei nazisti.

Tuttavia, il nodo centrale rimane l’assedio alla casa, ripreso anche nello stesso titolo. Ciò lo fa sembrare un western rurale, di periferia, mostrato in chiave scandinava, in cui ciò che si difende oltre ai propri principi è lo stesso territorio in cui si vive. La follia umana mostrataci da Nikki è ancora più inquietante e differente da quella dei classici cattivi western, una visione diabolica che potrebbe portate a tragiche conseguenze, porterà infatti alla rivolta politica. 

Questa black comedy, racchiude personaggi chiusi nelle loro convinzioni che non sanno ascoltarsi. Fanno alleanze, ma spesso sono egocentrici, egoisti e anche un po’ vigliacchi, come il reverendo e sua moglie. Dietro l’apparente controllo, Nimby mostra come tutto può crollare in una frazione di secondo. Il cineasta forza la mano ed Il film può apparire anche fin troppo caricato nei simboli: la scritta “merda” (esattamente in italiano) su un braccio, la pistola di Adolf Hitler comprata dal capo dei neonazisti, l’abbigliamento di quest’ultimo ti certamente stereotipato.

in Nimby due sole protagoniste non bastavano, diversi temi si intrecciano in una vasta trama.

Marvi e Kata sembrano essere le due protagoniste, ma in realtà rappresentano una delle principali tracce narrative, non l’unica, e spesso si trovano ai margini come osservatrici. Il loro sguardo è periferico, astratto, non può che punta alla freddezza ed alla trasparenza, incarnando il regista, che è un osservatore, e come lui entrano ed escono dalla vicenda. 

“Non direi che mi piace parlare con persone credono o che la pensano diversamente da me. È molto più facile stare con il mio stesso tipo di persone. Parlare con persone che sono d’accordo con me su tutto. Così non ho bisogno di mettere in discussione i miei pensieri.” queste sono le parole del Regista che sembra fare del film un riscatto personale, mostrando sul grande schermo la propria evoluzione. “Inoltre, odio quando mi rendo conto di aver avuto dei pregiudizi verso persone diverse da me. Queste sono le ragioni per cui ho fatto questo film. Voglio cambiare. Voglio avere una mentalità più aperta e lasciare che ci siano persone diverse nel mio giardino.”

Nimby inizia con “due ragazze che si incontrano” una storia apparentemente d’amore che si trasforma in una metafora del mondo di oggi pieno di pregiudizio e razzismo.
“È più facile vivere secondo le tue convinzioni che cambiare i tuoi pensieri. Molte persone si fortificano nei loro castelli, con persone simili a loro. Questi castelli fungono da base per il razzismo, e anche per le guerre. Il messaggio del film Nimby è che nel profondo, siamo tutti uguali. Ma quando smettiamo di comunicare, diventiamo diversi. Le persone devono essere in grado di parlare e ascoltarsi, anche se la pensano diversamente”.

Enrica Nardecchia

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