Musica

Otto anni senza Mango: la sua carriera attraverso i suoi successi

Mango, è nato a Lagonegro, il 6 novembre del 1954 e, purtroppo, ci ha lasciato l’8 dicembre del 2014. La sua peculiarità stava nella sua voce stessa. La sua particolare tecnica vocale, da alcuni definita “semi-falsetto”, al suo stile che fonde pop e rock con sonorità folk e world music è stato attribuito il termine di “pop mediterraneo”. Il critico musicale Mario Luzzatto Fegiz ha definito Mango un «autentico innovatore della musica leggera italiana». E noi vogliamo ricordarlo con la sua musica immortale!

Gli esordi di Mango

Otto anni senza Mango: la sua carriera attraverso i suoi successi
Copyright Telecapri

Dopo un esordio di scarso successo, Mango ha ottenuto popolarità con il brano Oro (1984) e raggiunto l’apice della carriera con altri successi come Lei verrà (1986), Bella d’estate (1987), Come Monna Lisa (1990) e Mediterraneo (1992). Nella fase seguente della carriera ha continuato ad ottenere riscontri positivi con i brani Amore per te (1999), La rondine (2002) e Ti porto in Africa (2004). Nell’arco della sua carriera musicale ha venduto oltre 6 milioni di dischi. Mango ha anche scritto brani per artisti come Mietta, Loredana Bertè, Patty Pravo, Loretta Goggi e Andrea Bocelli, molti dei quali in collaborazione con il fratello Armando, con cui ha condiviso gran parte della sua carriera.

Ti porto in Africa

E’ un Mango moderno e con sfumature Rock quello che nel 2004 si presenta al grande pubblico. In piena riscoperta di un nuovo sound, la voce di Mango, continua ad emozionare a racimolare consensi e raggiunge il cuore anche dei più giovani grazie ad un album intenso e pieno denso di sfumature.

Sirtaki

Testo, musica e video creano una girandola di emozioni per il suo più grande successo di Mango datato 1990. Il cantautore scrive e produce un’ode al mondo greco, senza dimenticare la sua grande estensione vocale e la voglia di sperimentare.

Disincanto

E’ del 2002 il secondo singolo, di successo, tratto dall’album omonimo. La canzone è romantica, straziante e rappresenta il punto massimo di espressione del cantautore italiano che ad inizio del nuovo millennio, decide di sperimentare sonorità più rock ma senza dimenticare le sue origini.

Come Monna Lisa

Altro brano estratto dall’album Sirtaki e lato B del singolo Nella Mia Città. Una coinvolgente ballata dove Mango scrive, forse, la sua canzone più emozionante che, in appena 4 minuti, fa scendere un brivido interminabile lungo la schiena. Il brano è stato reinterpretato in lingua greca dalla cantante Eleutheria Arvanitakī, con il titolo Min orkizesai, tratto dalla compilation Dinata 1986–2007.

La Rondine

Altro successo grandissimo successo del 2007, grazie anche ad un video coinvolgente. Singolo di lancio del tredicesimo album di Mango: Disincanto. Questo pezzo segna un nuovo grande traguardo per il cantante dal cuore giovane. Le sonorità rimangono pop senza dimenticare una sfumatura di rock, ma è come sempre il testo che si coniuga perfettamente in un’atmosfera di grande emozione. Mango ha presentato questo brano in gara al Festivalbar 2002 ed ha trascorso 26 settimane nella classifica dei singoli italiani più venduti.

Mediterraneo

Era il 1992 e questa canzone viene scelta come colonna sonora dell’indimenticato ed omonimo film di Salvatores con Diego Abatantuono. Il testo come al solito brilla per qualità e la sua ricercatezza, la voce di Mango arriva a scaldare il cuore come un caldo e rassicurante abbraccio. Con questa canzone il cantautore lucano partecipa ad Azzurro, Festivalbar e Vota la voce. Scritta in coppia con Mogol, il paroliere l’ha definita «una delle canzoni più belle della mia vita».

Nella mia città

Ancora un singolo estratto dal fortunatissimo album Sirtaki del 1990. Questo singolo, a conti fatti, non fa altro che confermare il grande successo avuto da questo LP. Un’altra ode per il grande Mango, ancora tante emozioni per un artista che ha fatto della voce e della sperimentazione il suo grande punto di forza. Nella mia città è scritto da Mango e Mogol e arrangiato da Geoff Westley.

Amore per te

Nel 1999 esce Visto Così, prima raccolta ufficiale di Mango, contiene due inediti: Amore per te e Non dormire più. Questo singolo rappresenta un nuovo inizio per la carriera artistica di Mango. Il cantante appare con un look giovane, pop e con tanta voglia di far emozionare il pubblico. Amore per te ebbe grande successo, ne fu tratto un videoclip e scelta come sigla della telenovela Libera di amare. La cantante francese Hélène Ségara ne incise una cover dal titolo Tu peux tout emporter, dall’album Au nom d’une femme.

Forse che si, forse che no (feat. Lucio Dalla)

Tratto dall’album del 2004 “Ti porto in Africa”, questa chicca è molto amata dallo stesso Mango. Una ballata dove il cantante duetta con un raggiante Lucio Dalla in una canzone che, seppur non ha scalato le classifiche, rappresenta il punto massimo di sperimentazione dell’artista prematuramente scomparso.

Oro

Non si può ricordare Mango senza parlare di questa canzone. Oro è il suo pezzo più datato ma anche quello che lo ha fatto conoscere al pubblico per la sua voglia di sperimentare, per l’estensione vocale e soprattutto per quella grande passione che aveva per la buona musica. Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2014 Mango viene colpito da un infarto durante un concerto che stava tenendo al “Palaercole” di Policoro, proprio mentre stava intonando questa stupenda canzone. Scusandosi con il pubblico, interrompe l’esecuzione. Portato nel backstage per i primi soccorsi, l’artista muore prima dell’arrivo in ospedale, all’età di 60 anni.

Alessandro Carugini

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Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.
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