Caterina Caselli, donna tenace e determinata, compie gli anni con la fierezza di chi ha impresso delle svolte nella musica italiana, lanciando nuovi stili e allo stesso tempo ponendosi in ascolto. “Casco d’oro”, come fu soprannominata per via del suo caschetto biondo, all’epoca un po’ irriverente per una donna, ma che richiamava lo stile dei Beatles, nasce a Modena il 10 aprile del 1946.

L’artista si colloca nell’Italia degli anni Sessanta del primo boom economico, in cui la gente, nonostante le contraddizioni e i disagi economici, cominciava ad assaporare il benessere. Erano anni pieni di fermento e di voglia di cambiare il mondo. La musica fu l’espressione artistica che rispecchiò maggiormente il mutamento sociale e la rivoluzione dei costumi.

Caterina Caselli
Caterina Caselli “Casco d’oro”

Caterina Caselli: la gavetta

Caterina Caselli viveva nella provincia modenese, orfana di padre, con una madre che cuciva in casa e andava a vendere le maglie a Carpi. Inseguiva il sogno di fare la cantante per cui lasciò gli studi e andò a lavorare come segretaria in un maglificio, mentre la sera frequentava le lezioni di Ivo Callegari, maestro di musica a Sassuolo.

Cominciò così la sua gavetta suonando il basso con i gruppi musicali che si formavano in quegli anni e che si esibivano nelle balere emiliane. Tentò la fortuna partecipando alla rassegna “Voci Nuove” di Castrocaro nel 1963 dove arrivò in semifinale, venne notata dal discografico Alberto Carisch e scritturata dalla milanese MRC. Incise il primo 45 giri Sciocca/Ti telefono tutte le sere, senza ottenere successo. Firmò poi un contratto per la CGD della famiglia Sugar e si fece notare al Cantagiro con Sono qui con voi.

Sanremo 1966 e il successo di “casco d’oro”

Fu Nel 1966 che i sacrifici e il talento di Caterina Caselli trionfarono grazie a un colpo di fortuna. Adriano Celentano si presenta a Sanremo con Il ragazzo della via Gluck, rifiutando Nessuno mi può giudicare. Quest’ultima viene proposta a Caterina Caselli. In un primo momento la cantante è scettica poiché la canzone era stata composta come un tango lento. La casa discografica le concede di fare delle modifiche e la Caselli la rende più “rock beat” .

Il brano sarà eseguito in coppia con Gene Pitney. In quell’occasione Caterina Caselli si presentò con il caschetto biondo, ideato appositamente per lei dagli stilisti Vergottini.
Il Festival viene vinto da Domenico Modugno e da Gigliola Cinquetti con Dio, come ti amo, ma Celentano e Caterina Caselli riuscirono a vendere più di un milione di dischi, mentre la canzone vincitrice si ferma a 300.000 copie.

Nessuno mi può giudicare e i successi degli anni 60

Dopo quel Sanremo, Nessuno mi può giudicare resta al primo posto della classifica per 11 settimane consecutive. Sull’onda di questo successo discografico il regista Ettore Maria Fizzarotti la chiama per girare l’omonimo film, con Laura Efrikian, Nino Taranto e Gino Bramieri, uno dei dei cosiddetti “musicarelli” dell’epoca, costruiti su misura sui personaggi più popolari della musica leggera.

La Caselli trionfa poi al Festivalbar con Perdono, mentre con l’altro lato del 45 giri, L’uomo d’oro, si classifica al quarto posto a Un disco per l’estate.
Nel 1967 è di nuovo a Sanremo insieme a Sonny & Cher con Il cammino di ogni speranza, riscuotendo ancora successo nella vendita di dischi.

Le cover, il Cantagiro e l’incontro con Paolo Conte

Inoltre realizzerà un maggiore incremento nelle vendite con Sono bugiarda, versione italiana con testo di Mogol di I’m a Believer, scritta da Neil Diamond e incisa dai Monkees nel 1966.

Grandi successi nel 1968: vince il Cantagiro con Il volto della vita, cover di Days of Pearly Spencer di David McWilliams. Partecipa a Un disco per l’estate con L’orologio. Si classifica sesta a Canzonissima con Il carnevale e infine incide Insieme a te non ci sto più di Paolo Conte. Nel 1969 torna a Sanremo cantando Il gioco dell’amore in coppia con Johnny Dorelli.

Gli anni Settanta, l’attività si dirada, arriva la maternità

Nel 1970 va ancora a Sanremo, con Re di cuori in coppia con Nino Ferrer. Questa volta pur arrivando in finale, non ottiene lo stesso successo nella vendita dei dischi. A inizio giugno si esibisce a Un disco per l’estate con Spero di svegliarmi presto.

Dopo il matrimonio nel giugno del 1970 con Piero Sugar, figlio di Ladislao, responsabile dell’omonima casa discografica, dirada l’attività, continuando comunque a cantare ancora per qualche anno. A ottobre partecipa a Canzonissima dove presenta Viale Kennedy. Nel 1971 partecipa ancora al Festival di Sanremo con Ninna nanna (cuore mio) in coppia con i Dik Dik. Il 25 novembre di quell’anno diventa mamma di Filippo. Nel 1972 presenta a Teatro 10 l’LP Caterina Caselli, un disco di cover.

Tra il 1973 e il 1974 collabora con Giancarlo Lucariello (ex produttore dei Pooh), con il quale realizza Un sogno tutto mio, scritto da Valerio Negrini, paroliere ed ex componente dei Pooh e musica composta da Guido Maria Ferilli . Lucariello produce anche il concept album Primavera, dal quale vengono estratti i singoli Momenti si, momenti no e Desiderare .

Il ritiro dalle scene e la carriera da produttrice e talent scout

Nel 1975 si ritira dalle scene e decide di dedicarsi all’attività di talent scout e produttore discografico. Nel 1977 fonda una propria casa discografica, Ascolto. Comincia a lanciare i nuovi talenti tra i quali Pierangelo Bertoli, Mauro Pagani e altri.

Alla fine del 1982 l’etichetta chiude e la Caselli continua l’attività discografica presso la CGD e successivamente entra a far parte del management della casa discografica del gruppo Sugar, la Sugar Music. Lancia Giuni Russo, Paolo Vallesi, Andrea Bocelli, Gerardina Trovato, Filippa Giordano, gli Avion Travel, i Gazosa, Elisa, i Negramaro, Malika Ayane, Raphael Gualazzi e Giovanni Caccamo.

Caterina Caselli

Nel 2009 e nel 2012 ha preso parte a due importanti eventi benefici a favore delle zone terremotate dell’Abruzzo e dell’Emilia Romagna: Artisti uniti per l’Abruzzo”, all’incisione del brano Domani e nel Concerto per l’Emilia tenutosi a Bologna.

Un’artista sempre attenta al nuovo che era avanti come interprete e ora nella posizione di ascolto cerca nuovi stimoli per mantenere sempre viva la musica italiana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA