Stasera, alle 21 e 10 su Rai Movie, sarà mandato in onda “Django Unchained“, il western creato dall’acclamato regista Quentin Tarantino.

Omaggio al film “Django” di Sergio Corbucci, la pellicola riuscì a riscuotere un enorme successo anche grazie alle incredibili interpretazioni di Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio e Samuel L. Jackson, ottenendo la candidatura a ben 5 Oscar e vincendone due per il “miglior attore protagonista” e la “miglior sceneggiatura originale“.

Django Unchained: la trama

Nel 1858, da qualche parte nel Texas, uno schiavo viene liberato da un eccentrico dentista: il suo nome è Django (Jamie Foxx) e il dottor Schulz (Christoph Waltz) ha bisogno di lui per individuare dei malfattori in una famosa piantagione di cotone. Questa richiesta insolita porta il dentista a doversi finalmente scoprire, poiché il suo vero mestiere è quello del cacciatore di taglie e ha necessità di un altro uomo che lo aiuti nel suo lavoro. I due stringono un sodalizio per tutto l’inverno, uccidendo delinquenti e consegnandoli alla giustizia, ma una volta arrivata la primavera Django chiede al dottor Schultz di andare a salvare sua moglie Broomhilda, trattenuta a forza nella piantagione del crudele Calvin Candie (Leonardo DiCaprio).

E’ proprio qui che la storia, però, inizia a complicarsi. I due amici, fingendosi negrieri, vengono accolti nella tenuta di Candieland e cercano in tutti i modi di comprare un mandigo per una cifra esorbitante, aggiungendo Broomhilda nel contratto per pochi dollari in più e facendo finta che la ragazza sia un regalo che il dottor Schultz fa a sé stesso. Purtroppo, però, gli sguardi tra Django e sua moglie tradiscono le vere intenzioni dietro a quella messa in scena e la situazione degenera sempre di più, divenendo una vera e propria trappola per i protagonisti. Uno scontro epico ed un finale assolutamente inaspettato completano una delle pellicole più belle mai create da Quentin Tarantino.

L’idea per “Django Unchained” e l’accoglienza del pubblico

L’idea di creare un film sul filone degli spaghetti-western italiani si impresse nella mente di Tarantino sin dal 2007, poiché il regista aveva intenzione di portare sul grande schermo la denuncia di una delle più grandi atrocità della storia umana, di cui pochi americani riuscivano a parlare con sincerità: la schiavitù. Questo intento venne portato avanti per diversi anni, ma soltanto nel 2011 la stesura del copione fu ufficialmente terminata. L’accoglienza fu straordinaria e il film riuscì ad incassare la bellezza di 425 milioni di dollari, divenendo uno dei maggiori successi mai realizzati dal regista di origini italiane. La tanto acclamata bellezza della pellicola portò anche la critica ad esserne assolutamente entusiasta. Infatti, sul sito di Rotten Tomatoes il lungometraggio ebbe l’87% di critiche positive e Metacritic gli diede 81 voti su 100 per la particolarità della storia e il perfetto adattamento cinematografico.

Ancora oggi, “Django Unchained” è uno dei film più rappresentativi degli ultimi anni, capace non solo di donare allo spettatore uno spaccato di storia mondiale, ma anche di trascinarlo in una narrazione fatta di tenacia, coraggio, amore e voglia di possedere la propria libertà. Un film che insegna e dona tanto a chiunque lo guardi, capace di coinvolgere il pubblico per tutti i 165 minuti di durata senza mai annoiare. Se non l’avete mai visto, vedetelo. Se invece l’avete visto, beh, rimettetevi sul divano e gustatelo ancora una volta: sarà come tornare a casa.

Monica Blesi

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