Musica

Francesco Guccini, “Radici” di nostalgia e utopia

Francesco Guccini nasce a Modena il 14 giugno 1940, ma ricorda con piacere la prima parte della sua infanzia trascorsa a Pàvana, un paesino di montagna sull’Appennino Tosco-emiliano insieme alla madre e ai nonni paterni. Il padre, impiegato delle Poste era dovuto partire per il fronte e sembra che abbia trascorso due anni della sua vita in un campo di concentramento nei pressi di Amburgo. Questi i primi semi che danno origine al mondo poetico di uno dei più grandi cantautori italiani.

In Radici torna infatti il mondo di Pàvana, in Amerigo il tema del prozio migrante con la sua storia di povertà ed emarginazione e anche nel romanzo Cròniche Epafàniche pubblicato da Feltrinelli nel 1989. Alla fine della guerra nel 1945 la famiglia Guccini si riunisce, ritorna a Modena e il padre riprende l’impiego alle Poste. Francesco trascorre così la sua adolescenza a Modena, la Piccola città protagonista di questa canzone, accompagnato dalla nostalgia del paese paterno e dai primi accordi della sua chitarra che impara a suonare in questo periodo.

Francesco Guccini, la formazione e le sue prime esperienze

A Modena frequenta l’Istituto magistrale Carlo Sigonio e si diploma nel 1958. La nostalgia per l’ambiente di Pàvana gli provocò un rapporto molto amaro con Modena. Un altro riferimento a questa città è nella canzone Cencio del 1990 il cui protagonista è un suo amico affetto da nanismo. Viene poi assunto nel 1959 come istitutore di un collegio di Pesaro, ma viene licenziato dopo poco tempo.

Lavora alla Gazzetta di Modena come cronista per due anni molto intensi. Svolge diverse mansioni poichè si occupa di cronaca giudiziaria. Ma l’intervista a Domenico Modugno nel 1960 accende in lui la scintilla del cantautore e scrive la sua prima canzone dal titolo L’antisociale. Prima di quest’incontro suonava nelle balere e si era avvicinato al rock. Nel 1958 fonda un complesso con Pier Farri alla batteria e Victor Sogliani al sassofono, al quale si aggiunge poi Alfio Cantarella e il gruppo prende il nome I Gatti.

Francesco Guccini, il servizio militare, l’Equipe 84 e i Nomadi

Nel 1962 Francesco Guccini parte per il servizio militare prima a Lecce, poi a Roma e infine a Trieste. Scrive alcune canzoni prima di partire, ma molte le cestina. Tra queste ricordiamo La ballata degli annegati e venerdì santo. Durante l’assenza di Guccini, I Gatti si erano uniti ai Giovani Leoni di Maurizio Vandelli e avevano dato origine nel 1994 all’Equipe 84. Guccini al rientro cerca di riprendere gli studi, ma abbandona a un passo dalla laurea.

La sua preparazione musicale matura grazie all’ascolto dei Cantacronache, Michele Straniero, Sergio Liberovici, Fausto Amodei. Scopre Bob Dylan e scrive Auschwits incisa con il titolo La canzone del bambino nel vento (Auschwitz). Quel periodo si divide tra l’Equipe 84 e i Nomadi che portano al successo rispettivamente E’ dall’amore che nasce un uomo e Noi non ci saremo.

Francesco Guccini: gli anni del debutto tra il 1967 e il 1971

Pubblica nel marzo del 1967 il suo primo album dal titolo Folk Beat n 1, con scarso riscontro commerciale. Emerge la sua cifra stilistica caratterizzata da arrangiamenti scarni e temi dolorosi ed impegnati come morte, suicidio, guerra, Olocausto, emarginazione. Nello stesso anno scrive Canzone per un’amica, canzone di apertura di ogni suo concerto, mentre i Nomadi portano al successo Dio è morto, una canzone apprezzata da Paolo VI e trasmessa da Radio Vaticana, ma censurata dalla RAI che lo accusano di blasfemia.

Incide nel 1968 il 45 giri Un giorno è andato/Il lato bello. La canzone del lato A viene inserita nell’album L’isola non trovata del 1970, mentre la seconda viene inserita nell’album del 1973 Opera Buffa. Contemporaneamente Guccini porta avanti la sua carriera di autore scrivendo canzoni per I Nomadi, Caterina Caselli. Debutta ufficialmente dal vivo nel dicembre del 1968 presso la Pro civitate Christiana di Assisi, centro culturale cattolico tendenzialmente progressista.

Gli anni 70 e il successo di “Radici”

Due anni dopo esce nel 1970 ed è un album nel quale Guccini abbandona le canzoni di protesta ad eccezione di Primavera di Praga. Un album dai toni cupi e inquieti. Di particolare rilevanza è la collaborazione con la Folk singer Debora Kooperman famosa per i suoi arpeggi di chitarra detti fingerpicking. Nel dicembre del 1970 pubblica L’isola non trovata. L’omonima canzone dell’album contiene un riferimento letterario a Guido Gozzano, mentre nella canzone La collina c’è un riferimento a Salinger.

Il grande successo arriva nel 1972 con l’album Radici, nel quale emerge la canzone Locomotiva, tratta da una vicenda reale.Il brano tratta i temi della libertà e della giustizia sociale. Tra i brani di maggior rilievo ricordiamo Il vecchio e il bambino, La canzone della bambina portoghese, Canzone dei dodici mesi.

Opera buffa

Opera buffa, album ironico, spensierato e goliardico, registrato nel 1973 in parte nell’Osteria delle Dame e in parte al Folkstudio. Molto più complesso l’album Stanze di vita quotidiana del 74. Il giudizio della critica è stato contrastante e impietoso, ma il tempo ha dato ragione a Guccini, in quanto la Canzone per Piero viene inserita tra le tracce della maturità della maturità del 2004. Il saggio era ispirato al concetto dell’amicizia. Nella canzone si trova infatti una traccia di dialogo tra i filosofi Plotino e Porfirio, il cui dialogo è anche contenuto nelle Operette morali di Leopardi.

Con Via Paolo Fabbri 43 arriva il successo commerciale. Nel 1978 pubblica Amerigo, la cui canzone più famosa è Eskimo. Conclude gli anni 70 con Album concerto registrata con i Nomadi e il 14 luglio 1979 prende parte al concerto-tributo per Demetrio Stratos cantando la canzone Per un amico.

I primi anni 80 il viaggio e il disagio metropolitano

Bisanzio, Venezia, Bologna e Milano diventano le protagoniste dell’album Metropolis, pubblicato nel 1981. I fili conduttori dell’opera sono il viaggio e la storia delle città piene di rimandi simbolici. Gli arrangiamenti sono più elaborati poichè viene abbandonato l’aspetto folk. La canzone Bisanzio è molto complessa. Il protagonista è Filemazio che descrive la città come un crocevia tra due mondi, quello orientale e quello occidentale, entrambi in decadenza. Il brano è ambientato all’epoca dell’Imperatore Giustiniano. Storia segreta di Procopio di Cesarea è la fonte letteraria dell’ispirazione di Guccini.

Guccini collabora inoltre con Gaber, Alloisio e Luporini per lo spettacolo Gli ultimi viaggi di Gulliver, messo in scena da Alloisio e Ombretta Colli. Il viaggio e il disagio metropolitano costituiscono ancora i temi portanti dell’album del 1983 dal titolo Guccini. Gulliver, Argentina, Autogrill sono brani degni di menzione, ai quali si aggiunge Shomèr ma mi llailah? (“Sentinella, quanto resta della notte ?”) tratto dalla Bibbia (Isaia 21, 11).

“Fra la via Emilia e il West” e “Madame Bovary”

Nel 1984 pubblica l’album live Fra la via Emilia e il West, che contiene esibizioni dal vivo con Giorgio Gaber, Paolo Conte, Lucio Dalla, I Nomadi, Roberto Vecchioni e l’Equipe 84. Il 1987 è l’anno di Signora Bovary un album di ritratti di persone che fanno parte della sua vita. Van Loon è dedicata a suo padre, Culodritto è il ritratto della figlia Teresa, Signora Bovary è l’autoritratto dell’artista. Keaton, scritta dall’amico Claudio Lolli, viene inserita nell’album con qualche modifica di Guccini.

Quasi come Dumas, album del 1988 contiene dei brani degli anni 60, tra i quali ricordiamo l’inedito Ti ricordi quei giorni. In quell’anno compone con Lucio Dalla la canzone Emilia, inserita nell’album Dalla/Morandi e in Quello che non…di Guccini nel 1990. Di quest’ultimo album merita di essere ricordato il brano Canzone delle domande consuete, nominata “migliore canzone dell’anno” dal Club Tenco.

“Parnassius Guccinii” e “D’amore di morte e di altre sciocchezze”

Parnassius Guccinii, album del 1993 contiene la canzone Farewell, un omaggio a Bob Dylan e Canzone per Silvia dedicata a Silvia Baraldini. D’amore di morte e di altre sciocchezze del 1996 è un altro successo in termini di vendite. Memorabile ed intenso il brano Lettera, una dedica agli amici scomparsi Bonvi e Victor Sogliani. Cirano, ispirata all’opera teatrale è un testo di Giancarlo Bigazzi, ma cofirmato da Guccini per delle modifiche operate.

La casa discografica EMI per celebrare il trentennale dell’artista pubblica Guccini Live Collection che contiene brani dal vivo. Il cantautore chiude gli anni 90 con l’album Stagioni. Tra i brani di rilievo spiccano Ho ancora la forza , scritta con Ligabue e Don Chisciotte in cui duetta col chitarrista e interpreta il protagonista del romanzo di Miguel De Cervantes.

Francesco Guccini e il nuovo millennio

Dialoghi immaginari con Ulisse, Cristoforo Colombo e Che Guevara diventano il tema portante dell’album del 2004 Ritratti. Odysseus apre l’album richiamando la sensazione del viaggio. C’è spazio anche per il G8 di Genova con la canzone Piazza Alimonda dedicata a Carlo Giuliani, ucciso nel 2001 duranti gli scontri del G8. Un altro album live nel 2005 dal titolo Anfiteatro live, una registrazione del concerto che ha avuto luogo nel 2004 presso l’Anfiteatro di Cagliari.

Nel 2006 esce The Platinum collection, una raccolta tripla e celebrativa dei 40 anni di carriera. Nel 2012 partecipa all’album di Enzo Avitabile Black Tarantella cantando una parte della canzone, Gerardo nuvola ‘e povere, in dialetto emiliano. Si tratta della storia della morte bianca di un lavoratore del Sud, emigrato in Emilia Romagna. Il brano riceve il Premio Amnesty Italia. Il 25 giugno 2012 partecipa al Concerto per l’Emilia a Bologna, finalizzato per la raccolta di fondi per aiutare i terremotati.

Francesco Guccini eL’ultima Thule

L’Ultima Thule, album registrato presso il mulino della famiglia Guccini a Pàvana nel 2013, vende 100.000 copie e consegue il secondo disco di platino perchè supera le 120.000 copie. Nel 2015 partecipa come ospite nella canzone Le storie che non conosci di Samuele Bersani e Pacifico. Il ricavato del singolo viene devoluto in beneficenza alla Fondazione Lia per finanziare i laboratori di lettura per i bambini non vedenti e ipovedenti di Bologna.

Nello stesso anno esce la raccolta Se io avessi previsto tutto questo. La strada, gli amici, le canzoni. Nel 2017 esce invece il cofanetto l’Osteria delle Dame che raccoglie tre concerti dal vivo dell’artista, presso l’Osteria delle dame, storico locale di Bologna. Note di viaggio-Capitolo 1 venite avanti è il titolo di un’altra raccolta che esce nel 2019, realizzata in collaborazione con Mauro Pagani. L’album contiene l’inedito Natale a Pàvana.

La poetica di Guccini

La poetica di Guccini è caratterizzata da un alternarsi di registri linguistici, da quello aulico a quello popolare. L’impegno, le storie di viaggio, l’emarginazione, la giustizia sociale i ritratti dei personaggi, una leggera nostalgia delle sue radici legate all’Appennino tosco-emiliano sono i temi che percorrono con grande armonia e ricchezza di citazioni letterarie la sua opera degna di essere tramandata ai posteri.

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