Yungblud, noto cantante britannico che ha raggiunto l’apice del successo con brani quali “King Charles”“Tissue”“Think I’m OKAY” e “I Was Made For Loving You”, sembra essere la nuova promessa del rock che ruberà la scena musicale grazie al suo talento e presenza scenica. 

Un artista sfaccettato dal grande carisma 

Divenuto famoso nel 2017, prima, con il brano “King Charles”, e nel 2018, dopo, con il suo album d’esordio“21st Century Liability”, Yungblud, giovane cantante inglese classe 1997, sembra la nuova promessa del rock, capace di unire talento, carisma, presenza scenica e unicità. Con un successo ormai planetario, conta numerose collaborazioni con artisti internazionali del calibro di Ozzy OsbourneAerosmithAvril Lavigne e Lenny Kravitz, oltre ad aver ricevuto complimenti da artisti altrettanto validi come Mick Jagger

Artista poliedrico e versatile, usa la sua musica anche per portare avanti importanti battaglie per i diritti umani, nel tentativo di sensibilizzare il suo pubblico, prevalentemente giovanile, su temi molto delicati e dando voce a una generazione di giovani che si sente ormai poco ascoltata e rappresentata da una classe politica che non incarna i giusti valori. 

Yungblud, la nuova promessa del rock mondiale

In tal senso, Yungblud, sembra rappresentare perfettamente la figura di artista rock, e non solo, che unisce la sua musica alla lotta politica volta a lanciare messaggi potenti che sveglino le coscienze, facendoci, così, tornare indietro nel tempo agli anni Settanta del Novecento in cui grandi musicisti come The ClashPatty Smith e i Pink Floyd facevano lo stesso. E non è anche questo, almeno in parte, il compito che ha un artista? Far passare contenuti costruttivi che animino le persone e le indirizzino verso una presa di posizione e di coscienza adeguata.

In conclusione, grazie alle sue doti musicali, versatilità e integrità morale, sembra proprio che l’artista anglosassone incarni perfettamente il futuro del rock mondiale, ridando speranza al panorama musicale.

Articolo di Ambra Gabriella Samonà