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Emanata la dichiarazione dei diritti dell’uomo (1789)

La Dichiarazione dei diritti dell’uomo è un testo che fu enunciato nel 1789 dalla neonata Assemblea nazionale costituente, l’organo che venne istituito il 9 luglio di quello stesso anno, pochi mesi dopo l’inizio della Rivoluzione francese e a pochi giorni dalla presa della Bastiglia.

Siamo alla fine degli anni ’80 del XVIII secolo. La Francia, all’epoca monarchia assoluta sotto la guida di Luigi XVI, fu scossa, come ben sappiamo, dalla rivoluzione. Durata dieci anni la rivoluzione del paese d’Oltralpe fu talmente importante su più piani, che molti storici la considerano lo spartiacque tra età moderna ed età contemporanea. Inoltre, quella francese, era la seconda delle due grandi rivoluzioni che segnarono il XVIII secolo. Qualche decennio prima scoppiò infatti oltreoceano la rivoluzione americana, durante la quale, a partire dalla Dichiarazione d’indipendenza del 1776, vennero enunciati i Bills of Rights, ai quali si ispirerà proprio la Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1789.

La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e il contesto storico

Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino - Photo Credits: it.wikipedia.org
Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino – Photo Credits: it.wikipedia.org

La Francia, fino alla fine del XVIII secolo, fu il prototipo della monarchia assoluta, il modello per eccellenza dell’Ancien Régime. La situazione iniziò a cambiare verso la fine del secolo, quando il Terzo stato, quel ceto che all’epoca identificava i non appartenenti a clero o nobiltà, pretese il coinvolgimento nell’attività politica francese. Questo clima di tensione, che tra le motivazioni vedeva anche la forte crisi che la Francia stava attraversando in quel momento su più fronti, portò all’insurrezione dei cittadini. Il 14 luglio del 1789 gli stessi occuparono la Bastiglia, un’antica fortezza simbolo del potere monarchico.

Fu un mese più tardi che la neonata Assemblea nazionale costituente emanò la Dichiarazione dei diritti dell’uomo. L’Assemblea si basò sul testo del marchese de La Fayette, e sui Bills of Rights, emanati dai vari stati americani dopo la dichiarazione d’indipendenza del 1776. Qualche mese più tardi, il 5 ottobre, dopo la famosa marcia su Versailles delle donne parigine, Luigi XVI la ratificò. È un avvenimento di una portata storica incredibile. Fu la prima volta infatti che, sulla scia del pensiero illuminista, nella fattispecie della dottrina rousseauniana, venne emanato un atto costituzionale in cui il potere fosse identificato con il popolo, togliendolo dalle mani di pochi governanti.

I precursori della Dichiarazione dei diritti dell’uomo

Tuttavia, pur con differenti obiettivi ed esiti, quello del 1789 non fu il primo caso di un testo basato sui diritti dell’uomo e del cittadino. Il più illustre e vicino esempio a quello francese è quello dei Bills of Rights della rivoluzione americana. In effetti, quello delle due rivoluzioni, era un insieme di diritti universalmente valido che si apriva su più fronti, da quello filosofico a quello giuridico e religioso. E soprattutto l’apertura era verso tutti i cittadini.

Per trovare un altro esempio dobbiamo tornare indietro di un secolo, al tempo della Gloriosa rivoluzione inglese del 1688-89. Proprio nel 1689, Guglielmo d’Orange accettò in parlamento un documento intitolato Bill of Rights, che tutelava le libertà dei cittadini. Il documento si rifaceva alla medievale Magna Charta libertatum. Ciononostante, pur essendo stati importanti precursori, questi atti si incentrarono esclusivamente sul piano giurisdizionale. Con le due rivoluzioni del XVIII secolo invece, come già scritto in precedenza, questi diritti si espansero su più piani.

Influenze nel XX e XXI secolo

La Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, così come i Bills of Rights della rivoluzione americana, costituirono la base, nell’immediato secondo dopoguerra, per la stesura della Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948, così come, all’inizio del nuovo secolo, per quella della Carta dei diritti fondamentali dell’unione europea.

Riccardo Malarby

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