Cinema

Liz Taylor: omaggio alla diva dagli occhi viola

Liz Taylor, occhi viola e profondi di una diva che ha fatto la storia del cinema di Hollywood. Una diva osannata e omaggiata, talvolta dal carattere controverso. La Taylor, star dalla bellezza di altri tempi, amata da molti uomini e con alle spalle altrettanti divorzi, è una delle stelle di Hollywood ormai scomparsa.

Elizabeth Taylor nasce a Londra il 27 febbraio 1932, secondogenita di due statunitensi, Francis e Sara Taylor originari del Kansas. Fin da piccola, Liz prende lezioni di danza ed inizia fin da bambina a partecipare in alcune pellicole cinematografiche. Quando, durante l’adolescenza la sua bellezza sboccia inizia ad essere notata da molti registi.

Liz Taylor: ruoli cult della diva

Nel 1949, interpreta Amy March in Piccole donne di Mervyn LeRoy e nello stesso anno anche ”Alto tradimento”. Specialmente il ruolo in questo ultimo film la rende appetibile per i registi che non vedono in lei una semplice sedicenne ma un affascinante donna da plasmare. Alla fine degli anni Quaranta proprio la Taylor, è una delle attrici più pagate dello star system hollywoodiano. Nel 1950 recita in ”Il padre della sposa” di Vincente Minnelli, pellicola di successo a cui fa seguito anche un sequel.

I ruoli per la Tayolor si fanno sempre più importanti. Nel 1956 è protagonista di Il gigante film epico interpretato insieme a Rock Hudson e James Dean. Il 1957 è l’anno del film ”L’albero della vita” e l’anno successivo il film cult ”La gatta sul tetto che scotta” di Richard Brooks. Tratto da un dramma teatrale è per Liz Taylor uno dei ruoli cult. La sottoveste con la quale tenta di sedurre il marito alcolizzato la fa diventare un icona di stile. Con il ruolo di Maggie la ”gatta” la Taylor riceve la sua prima nomination agli Oscar.

Nel 1960, dopo aver stipulato un contratto da un milione di dollari, Liz Taylor interpreta la regina d’Egitto Cleopatra nell’omonimo film ”Cleopatra” cult e colossal del cinema di Hollywood. Durante le riprese conosce Richard Burton, con il quale intraprende una relazione clandestina. La pellicola girata a Cinecittà racconta l’amore tra Cleopatra e Marco Antonio. Il budget investito per gli abiti della diva dagli occhi violi supera i 200.000 dollari. La pellicola si rivela costosissima ma per la Taylor quello della regina d’Egitto si rivela uno dei ruoli più ricordati ed imitati.

Con Richard Burton appare anche in pellicole successive come ”Chi ha paura di Virginia Woolf?”. In quest’ultima pellicola la Taylor regala un altro ruolo cult. Nei panni di Martha, Liz prende ben 14 chili per interpretare al meglio il ruolo di una donna distrutta dalla vita, allontanandosi dai classici ruoli da diva. Lo sforzo le vale infatti la candidatura al secondo Oscar. Seguono altre pellicole più mature come ”Il giardino della felicità” del 1976, ”Assassinio allo specchio” del 1980 e molti altri. La carriera di Liz Taylor può essere definita come sfavillante, ricca di premi e onorificenze, Tra i premi ricevuti ricordiamo il David di Donatello e due premi Oscar come migliore attrice. vita privata della diva dagli occhi viola

Vita privata

La vita privata dell’attrice non è però altrettanti semplice. Fin da piccola infatti la piccola Elizabeth rinuncia alla fanciullezza e all’adolescenza per diventare un attrice di professione nonostante la sua voglia di vivere una vita normale. La madre Sara, non vuole che rinunci alla carriera e la costringe a lunghe sedute di studio. Liz si sposa ben otto volte e ha tre figli ma nessuno di questi matrimoni va a buon fine. Stanca e delusa l’attrice dagli occhi viola si dedica alla chirurgia plastica nel vano tentativo di mantenere la sua giovinezza ancora intatta.

Nel 2004 inizia il suo lento calvario. Proprio in quello stesso anno le viene diagnosticato un grave problema al miocardio che la costringe sulla sedia a rotelle. Viene successivamente operata al cervello a causa di un tumore benigno. Si allontana sempre di più dalla vita mondana alla quale preferisce la visita di pochi intimi, tra cui Michael Jackson. Muore il 23 marzo del 2011.

Miryam Saturno

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