Una serie tv rappresenta una storia: può essere un racconto fantastico, storico, drammatico, poliziesco. Non importa quale sia il nostro genere preferito, una cosa è certa: le serie televisive non passeranno mai di moda. Le serie tv col tempo si sono evolute, passando da dieci stagioni, o più – vedi Grey’s Anatomy – con un ciclo di venti episodi ciascuno, a stagioni più brevi (massimo dieci episodi).

Perché questo cambiamento?

Le differenze che hanno portato a questo fenomeno sono diverse. Come prima cosa è bene menzionare i costi di produzione.

Oggi, per creare una serie di qualità, servono cura nei dettagli, effetti speciali, ambientazioni costose. Tutto ciò si rivela difficile se applicato a più di dieci episodi. Ragion per cui si preferisce fare poco, ma bene. La situazione non è stata di certo avvantaggiata dallo sciopero degli sceneggiatori e attori avvenuto a Hollywood nel 2023.

Come sono cambiate le serie tv con l’arrivo delle piattaforme?

Fino a pochi anni fa, era consuetudine aspettare un giorno preciso e un orario esatto per guardare la nostra serie preferita. Adesso, piattaforme come Netflix, Disney Plus e Prime Video pubblicano l’intera stagione in un unico giorno. Lo spettatore ha sì la libertà di scegliere quando guardarla, ma rischia di incappare negli spoiler di turno.

Che sia una serie breve o longeva, è inammissibile saltare l’intro di queste dieci serie

La signora in giallo: Jessica Fletcher interpretata dall’intramontabile Angela Lansbury è una simpatica scrittrice, che, per hobby si diletta a risolvere omicidi.

Friends: nonostante siano passati più di vent’anni, questa serie resta tra le preferite del pubblico. Così come la sua sigla “I’ll Be There for You” ha raggiunto l’apice del successo grazie alla sitcom.

Dawson’s Creek: ha segnato generazioni di ragazzi e ragazze. Pacey o Dawson? É questa la domanda che tutti si pongono, non importa quanti anni tu abbia, almeno una volta nella vita ti è stato chiesto.

Sex and the City: Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha si destreggiano tra lavoro e relazioni amorose, a far da contorno i loro look più iconici. La serie è stata talmente amata da decidere di fare un revival a distanza di dieci anni, “And Just Like That”, il risultato non è stato quello sperato.

Gilmore Girls: Lorelai e Rory Gilmore, rispettivamente madre e figlia, vivono nella tranquilla Stars Hollow. Lorelai è una madre giovane ma attenta mentre Rory ha una passione sconfinata per i libri. É, anche, grazie a lei se oggi conosciamo i più grandi titoli letterari.

The OC: Ryan, un ragazzo in difficoltà, viene accolto dai Cohen, una ricca famiglia di Orange County. Grazie a loro scoprirà il valore della famiglia e dell’amicizia.

Desperate Housewives: non si tratta di semplici casalinghe, ognuna di loro – Mary Alice, Bree, Lynette, Susan, Gabrielle – presenta sfaccettature differenti. Tutte insieme, stagione dopo stagione risolvono i misteri più efferati di Wisteria Lane.

Downton Abbey: Julian Fellowes è riuscito a creare un capolavoro. Tutto ruota intorno ai conti Crawley, guidati dalla matriarca Lady Violet, (Maggie Smith) una donna giudiziosa e protettiva verso la sua famiglia.

Pretty Little Liars: la situazione si trasforma con la scomparsa di Alison DiLaurentis, le sue amiche Aria, Spencer, Hanna e Emily si ritroveranno sotto minaccia. A loro il compito più arduo: scoprire l’autore dietro i messaggi anonimi.

Game of Thrones: le casate più importanti – Stark, Lannister, Targaryen – cercano di conquistare il Trono di Spade, così da avere potere assoluto sui Sette Regni di Westeros.

Un esempio lampante è che la maggior parte delle sigle impresse ancora nella nostra mente appartengano agli anni ‘90. Riusciranno le serie recenti a raggiungere questo fenomeno?

Gabriella Pino