Uscita mondiale oggi su Netflix del dramma ai colori storici, The Dig, La nave sepolta, di Simon Stone, con Carey Mulligan, Ralph Fiennes e Lily James. Il film è ispirato all’omonimo romanzo del 2007 inglese John Preston e narra le vicende del ritrovamento del sito archeologico di Sutton Hoo, avvenuto nel 1939. Considerato una delle scoperte più importanti della storia britannica, il luogo ospitava due cimiteri anglosassoni del VI e VII secolo, uno dei quali conteneva una nave funeraria piena di artefatti di estrema importanza storica e artistica.
La nave sepolta è uscito in edizione limitata il 15 gennaio scorso e sarà invece diffuso sulle piattaforme Netflix mondiali a partire da oggi. Il film è stato accolto con entusiasmo dalla critica. Sulla piattaforma Rotten Tomatoes ha ricevuto uno score del 92%, nonché un 73% sul sito Metacritic. L’autorevole The Times l’ha definito “un cinema serio, intellettualmente impegnato e toccante”. La talentuosissima Carey Mulligan, che tra l’altro ha sostituito Nicole Kidman nel progetto, si è già aggiudicata una nomina di miglior attrice britannica dell’anno ai prestigiosi London Critics Circle Film Awards.
La nave sepolta, il tesoro di Sutton Hoo
Il sito Sutton Hoo si trova nella contea di Suffolk, sulla costa orientale dell’ Inghilterra. I preziosi ritrovamenti della nave tomba sono ora in gran parte custoditi dal British Museum. Gli studiosi credono che sepolto nella barca funeraria sia Redwald, (593- 617), primo sovrano dell’ Anglia Orientale a ricevere gli insegnamenti cristiani ed il battesimo. Il suo impero, si crede, fu talmente potente da conquistare gli altri regni anglosassoni.
Il sito fu inizialmente scavato dalla proprietaria terriera Edith Pretty. Tuttavia, in seguito al riconoscimento della sua importanza, fu preso in mano da archeologi esperti, rivelando, tra gli anni ’60 e ’80, molte altre aree di sepoltura. Gli artefatti qui scoperti sono considerati il più grande tesoro mai trovato nel Regno Unito. Nella camera mortuaria della barca vi erano una serie di armature decorate di ori e gemme, un elmo cerimoniale, uno scudo e una spada, una lira e un piatto d’argento dell’Impero Bizantino. Gli studiosi hanno infine rilevato delle somiglianze con gli usi funerari svedesi. Questo ha portato alcuni ad ipotizzare una connessione con il famosissimo poema epico Beowulf, che si apre proprio con il funerale del grande re Skjöldr, sovrano di un territorio equivalente a Svezia e Danimarca, in una nave riempita di tesori .
Sara Livrieri
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