Il 6 maggio 2026 si svolgerà l’attesissima cerimonia di premiazione dei David di Donatello, in cui assisteremo all’assegnazione della tanto attesa statuetta per i migliori lavori e performance nelle diverse categorie cinematografiche. In questi oltre settant’anni di Festival, però, diverse sono state le vittorie che hanno emozionato sia il pubblico che la giuria e i vari personaggi del mondo dello spettacolo, a testimonianza di come il cinema, e chi vi lavora, sia in grado di lasciare una traccia indelebile nell’animo umano.
Da Anna Magnani ad Elio Germano, alcune delle vittorie più significative dei David di Donatello
Da oltre mezzo secolo i David di Donatello si impegnano nel premiare i diversi attori, registi e film che partecipano ogni anno al Festival, in modo da rendere omaggio a chi fa di questa arte la propria professione, dedicandocisi con impegno e amore ogni giorno.
Nel corso di questi settantun anni molti dei più grandi attori e registi del panorama cinematografico italiano ed internazionale hanno vinto il tanto agognato premio, grazie al proprio talento e contributo che hanno saputo donare al mondo attraverso il cinema. Da Pupi Avati a Timothée Chalamet, da Ornella Muti a Margherita Vicario, passando per Tecla Insolia, Sophia Loren, Sergio Castellitto, Marcello Mastroianni, Francesco Rosi e Paolo Sorrentino, sono tanti i nomi di grandi artisti che hanno ottenuto uno tra i più importanti riconoscimenti del mondo cinematografico.
Alcune di queste vittorie, inoltre, sono ricordate da molti con grande emozione in quanto i vincitori in questione sono riusciti a commuovere il pubblico sia grazie all’impronta profonda che hanno lasciato con il proprio contributo, sia per il profondo discorso che hanno fatto durante la premiazione.
Tornando indietro nel tempo, e più precisamente nel 1958, molti si ricorderanno della vincita di Anna Magnani, candidata nella categoria Miglior Attrice Protagonista per il film “Selvaggio è il vento”, diretto da George Cukor. Reduce dal successo agli Oscar, due anni prima, la Magnani con questa vittoria non solo ha confermato il suo ruolo di diva assoluta a livello internazionale ma, grazie alla sua figura autentica e al suo mostrarsi sempre vera e umana, con le rughe che le segnano il viso come simbolo del tempo che passa, ha contribuito ad eliminare gli stereotipi della “Femme Fatale” in cui la donna veniva idealizzata attraverso un modello di delicatezza e perfezione non corrispondente al reale.
Inoltre, la sua interpretazione magistrale, accanto ad Anthony Quinn, nel capolavoro di Cukor, l’intensità che ha messo nella recitazione, il suo essere “donna del popolo” e l’unione tra il cinema italiano e internazionale che è riuscita a creare hanno fatto di lei, e del suo trionfo, un ricordo memorabile e indelebile nella mente di ognuno di noi.
Marilyn Monroe, Roberto Benigni e la trasversalità del Cinema
Sempre nello stesso anno, anche Marilyn Monroe viene premiata, nella categoria “Miglior Attrice Straniera”, per il film “Il Principe e la Ballerina”. Simbolo di femminilità, candore, sensualità e cultura pop, la vittoria ha rappresentato un importante passaggio nella sua carriera, in quanto spesso le sue doti attoriali erano messe in ombra da ciò che rappresentava come donna e quasi mai come attrice. Per di più, la consegna del premio da Parte di Anna Magnani, avvenuto presso l’Istituto di Cultura Italiana di New York, ha rappresentato un momento fondamentale per lo scambio culturale tra Stati Uniti e Italia. Infine, la pellicola con cui ha vinto il David di Donatello era stata realizzata dalla sua casa di produzione, la Marylin Monroe Production, il che ha rappresentato una doppia vincita, nonché soddisfazione, per l’attrice stessa.
Nel 1998 è il turno di Roberto Benigni con “La Vita è Bella”. Candidato in tutte le categorie possibili, gli sono stati assegnati i premi per il “Miglior Film”, “Miglior Regista”, “Miglior Attore Protagonista”, “Miglior Sceneggiatura” e il “David Scuola”. Questo importante traguardo segna un punto di svolta eccezionale per la sua carriera, che lo vede nel podio dei migliori attori e registi anche a livello interazionale; non a caso, infatti, nel 1999 vince tre Oscar, “Miglior Film Straniero”, “Miglior Attore Protagonista” e “Miglior Colonna Sonora Drammatica”.
L’emozione che scaturisce da questa vittoria deriva da diversi fattori come il grande riconoscimento del valore del film in Italia, la commovente dedica fatta alla madre e il messaggio che nasce dal film, in cui la vita, per fortuna, sembra prevalere sul dolore e sulla morte, nonostante tutto.
David di Donatello: il coraggioso discorso di Elio Germano
In ultimo, nel 2025 è il turno di Elio Germano, vincitore nella categoria “Miglior Attore Protagonista” per “Berlinguer, La Grande Ambizione”. La grandezza di questo attore sembra venir fuori a tutto tondo nel film di Andrea Segre, grazie al suo grande carisma e alla magistrale interpretazione che è riuscito a regalare nell’incarnare il ruolo di questo personaggio storico così articolato e importante.
Oltretutto, il discorso che ha tenuto sul palco, durante la premiazione, è stato molto toccante, attuale e forte, riuscendo a far riflettere, grazie alle sue parole, sull’importanza dell’uguaglianza a prescindere dal genere, dall’etnia e delle proprie credenze, facendo anche riferimento alla tragedia attualmente in atto in Palestina, per cui tutti dovremmo essere in prima linea, per come possibile e secondo i propri strumenti, per non fare in modo che un intero popolo venga annientato ma che, anzi, tutte le comunità, seppur estremamente diverse tra loro, possano coesistere con rispetto e amore nonostante le diversità.
Infine, la consegna del David di Donatello da parte del collega Claudio Santamaria e il fatto che questa è stata la sua sesta vincita, hanno contribuito all’emozione generale che ha commosso sia i presenti in sala, sia chi, contestualmente o successivamente, ha avuto la fortuna di vedere la cerimonia.
Articolo di Ambra Gabriella Samonà





