Se parliamo di letteratura rosa sappiamo bene a cosa ci stiamo riferendo: romanzi di genere sentimentale. L’amore fa da protagonista, ma non per questo il lieto fine è assicurato.

Perché leghiamo il colore rosa al romanzo di genere sentimentale?

Il rosa viene associato alla tenerezza e alla femminilità: è il colore simbolo del romanticismo. Bisognava inoltre differenziare i romanzi rosa da altri generi come i polizieschi (il cui colore è il giallo). Giocano un ruolo chiave anche le copertine. Intorno agli anni ’70 iniziarono a diffondersi collane editoriali come Harmony. Questi romanzi, oltre a raggiungere sin da subito il pubblico a livello internazionale, erano facilmente riconoscibili grazie alle copertine dal colore rosa o bianco.

Grande merito va  anche alle autrici: Rita Clay Estrada fu tra le prime a pubblicare, Barbara Cartland scrisse più di 700 romanzi, mentre per Rosamunde Pilcher molte delle sue opere furono trasformate in film.

Collezione Harmony – Barbara Cartland

Nella letteratura predominano più autori o autrici?

Non esiste una risposta corretta, la letteratura esiste da sempre, da Dante a Manzoni, le loro opere più celebri: La Divina Commedia e I Promessi Sposi, sono ancora oggi argomento di studio e dibattito. Benché la letteratura si divida in vari generi, quella fatta da Dante Alighieri, Alessandro Manzoni ma anche Luigi Pirandello e Gabriele D’Annunzio non è mai stata definita frivola.

Le disparità tra generi letterari erano evidenti, chi si occupava di romanzi storici o filosofici veniva idolatrato mentre per chi si occupava di romanzi rosa non veniva riconosciuto alcun merito. Il contenuto letterario era messo in discussione poiché condizionato dalla società.

Autori e autrici di romanzi rosa: tra passato e presente

Samuel Richardson fu considerato il padre del romanzo moderno, anche se, per certuni, i suoi romanzi venivano spesso indicati come troppo sentimentali, con trame ripetitive. Oggetto di critiche fu l’opera “Pamela”, venne definita troppo moralistica.

Jane Austen, Louisa May Alcott, le sorelle Brontë – e non solo – rivoluzionarono il genere rosa: cambiando la narrazione delle donne e puntando sulla loro intelligenza e realismo sociale.

Anche le critiche dovettero adattarsi ai cambiamenti sociali. Oggi, “Orgoglio e Pregiudizio” è considerato un grande classico, tanto da divenire oggetto di trasposizioni cinematografiche. Stesso destino per “Piccole Donne”, “Cime Tempestose”, “Jane Eyre”. 

Spostandoci in tempi più recenti non possiamo che menzionare:

Brunella Gasperini fu lodata per il modo così realistico in cui raccontava i problemi delle ragazze e delle donne. Non aveva problemi a esprimersi su temi come l’aborto, il divorzio, rapporti familiari e politica.

Isabel Allende, celebre per romanzi come “La casa degli spiriti”, “Eva Luna”, “Paula”. Le protagoniste dei suoi libri sono donne forti e appassionate; il lieto fine non è garantito, forse è anche questo, a rendere i suoi scritti originali. Il tema romantico si combina a quello storico come nel caso di Inés dell’anima mia. Per il successo internazionale ottenuto è stata gratificata con il Premio Libro de Oro.

Sveva Casati Modignani è una delle autrici italiane più famose della letteratura rosa, oltre 12 milioni di copie vendute e traduzioni in più di venti paesi. 

Nicholas Sparks non ha bisogno di presentazioni, i suoi libri sono conosciuti per la loro nota struggente. Amato a livello internazionale, tutti i suoi romanzi sono stati in vetta alle classifiche del New York Times e del USA Today. Da questo successo sono nati dei film (Le pagine della nostra vita, La risposta è nelle stelle, Dear John).

Per concludere, la letteratura rosa, dalla sua nascita fino ai giorni nostri ha dimostrato di sapersi adattare ai cambiamenti sociali e culturali. È passata dall’essere definita dozzinale a diventare un genere ricercato.

Gabriella Pino